Archivio annuale 2017

Diadmin

La Dieta di Natale

Questo articolo non lo volevo scrivere, non mi volevo avventurare in un discorso sull’ alimentazione a poche giorni dal Natale… il Natale… giorno che sul calendario coincide con il 25 dicembre, nascita di Gesù ma che per il popolo della dieta coincide con il periodo che va dal 20 di novembre a fine gennaio o comunque ad avanzi finiti.
Poi la mia amica Paola mi ha inviato un post di quelli che girano su internet e mi ha detto, scrivici questo! Sul post c’era scritto NON CI SI INGRASSA TRA NATALE E CAPODANNO MA TRA CAPODANNO E NATALE.
Mi ha convinta, e allora alcune considerazioni le scrivo prima di mettermi a fare i tozzetti con mia madre e le mie zie (ma questa è un’altra storia)…
Ho considerato prima di tutto che in fondo il 25 dicembre è una data stabilita per convenzione, anche su Wikipedia c’è scritto che il giorno della nascita di Gesù non è indicato né nei Vangeli né in altri scritti quindi in fondo, come diceva Pozzetto in una pubblicità, il Natale quando arriva arriva e uno può pure iniziare a festeggiare il 20 novembre…
Sarà per questo che è come se ci sentissimo autorizzati a mangiare, x tradizione, perché è nato Gesù, per far muovere l’economia dei panettoni, per accontentare chi ci ha invitati a pranzo, per compagnia, per gola, perché è Natale!
Il consiglio della nutrizionista qual’è? Fate bene ….il giorno di Natale… punto!
Fate bene perché mangiare non è solo nutrizione ma un piacere, condividere, gustare, imparare, tramandare. I maccheroni di Natale sono i ricordi delle nonne, le sfide tra le consuocere, tutte le portate del pranzo sono un modo per costringerci a stare seduti, con calma, in famiglia, per parlare con parenti che non vediamo mai o con quelli che vediamo sempre ma a cui non parliamo mai.
Siccome io sono una nutrizionista buona secondo me fate bene anche se mangiate il giorno prima di Natale e quello dopo e ci metto anche la sera del 31! Il 6 gennaio solo se avete figli (per risparmiargli il diabete dato dalla calza della befana).
Nelle giornate rosse sul calendario tutto è concesso, soprattutto è concessa la libertà di non pensare alla dieta. Negli altri giorni? Mangiamo normalmente altrimenti riuscirete ad ingrassare tra Natale e Capodanno più di quanto non possiate fare negli altri 11 mesi.
È possibile? Si lo è.
La sera della vigilia però mangiamo pesce che non ingrassa…
• Cocktail di gamberi 187 Kcal per porzione, 16 % di grassi, è un buon inizio.
• 80 grammi di pasta con le vongole, 408 Kcal, 10 grammi di grassi.
• Una porzione di lasagna classica al ragù, circa 7 cm x 10, (non fatela spessa, se no non vale) 336 kcal, solo 12 % di grassi, non è così basso da poter fare il bis
• Un tozzetto, ho calcolato le calorie di quelli fatti in casa secondo la ricetta di Rosella, amica di famiglia, magrissima nonostante i tozzetti. Peso di un tozzetto 30 grammi, 150 kcal date al 50% dai grassi, grassi quasi tutti saturi (ci vuole lo strutto nei tozzetti, non si scherza!).
• Un pezzetto di torrone come dice il sermone non lo mangiamo? Se scegliate Zanzibar siamo sulle 466 Kcal date anche in questo caso quasi per la metà dai grassi
• Neanche un brindisi? Un calice di prosecco ha circa 69 kcal ma 0 grassi… quindi vai con il bis!

Se questi eccessi sono vissuti in tre o quattro giorni li smaltiamo facilmente e ce li godiamo di più, se per un mese finiamo il pasto con un pezzetto di panettone e un cicchettino a gennaio sono dolori e per la prova costume saremo pronti ad ottobre ma sarà troppo tardi.
Un bambino di 10 anni martedì scorso dopo che si era sorbito tutto questo mio discorso in silenzio mi ha detto: “e se coloro di rosso pure gli altri giorni??”
Se non avete 10 anni non lo fate, fate i bravi, fate i magri.
Buone feste a tutti

Silvia Giommoni

Diadmin

Consigli utili per non andare dal Nutrizionista

Chi è il nutrizionista? Il nutrizionista è un biologo ed è l’unico professionista, secondo il Ministero della Salute, a favore del quale esistono “precise norme di rango legislativo che riconoscono la sua competenza a valutare i bisogni nutritivi ed energetici dell’uomo e a prescrivere le conseguenti diete”.
Il nutrizionista nella prima parte della visita stabilisce il peso ideale di un soggetto (altrimenti si inizia una dieta ma non sia sa quando deve finire) considerando l’età e attraverso la misura del peso, dell’altezza e delle circonferenze nei vari distretti corporei e soprattutto attraverso la Bioimpedenziometria. La BIA è un esame rapido e indolore, tipo elettrocardiogramma, che consente la stima della quantità di acqua e di tessuto adiposo presente nel corpo attraverso la misura della resistenza (impedenza) che il corpo oppone al passaggio di corrente elettrica, fornisce informazioni utili per chi non riesce a dimagrire nonostante diete ripetute, per chi ha problemi di gonfiore e ritenzione idrica, infiammazione o per chi vuole aumentare la massa muscolare. Nella seconda parte della visita il nutrizionista valuta con il soggetto le vecchie abitudini alimentari per impostare insieme una nuova dieta, vissuta come privazione alimentare ma come un programma concretamente seguibile.
Perché quello che troviamo scritto sui giornali e va bene per molti non è detto che vada bene per noi, perché se siamo allergici al nichel il pomodoro è meglio evitarlo, cosi come i cereali integrali o il thè, perché se abbiamo i diverticoli e mangiamo i kiwi potremmo farci del male cosi come se soffriamo di gastrite e quel kiwi e la frutta la consumiamo lontano dai pasti, perché se abbiamo il colesterolo non è detto che il formaggio dobbiamo abolirlo ma mangiarlo in una determinata quantità e combinazione. Ogni soggetto ha bisogno della sua dieta personalizzata in base ai gusti, alle necessità, al budget per la spesa, agli orari di lavoro, alle abilità in cucina alla frequenza e tipologia dell’attività fisica…
Per valutare esattamente lo stato dell’individuo e per formulare una dieta su misura il nutrizionista ha a disposizione una cosa che un altro specialista non può avere.
Cos’è? Il fisico? Magari…
Le competenze? Nemmeno perché ormai la teoria la sappiamo bene veramente tutti…
Il nutrizionista ha il tempo, perché è solo questo il suo lavoro. Il tempo per ascoltare, parlare, cambiare quella che per il cliente deve essere non solo una dieta ma uno stile di vita.
Detto questo è giusto volerne fare a meno, i chili da perdere sono pochi oppure sono tanti ma non mi fido… non voglio buttare i soldi… siamo “campati“ tanto bene senza i nutrizionisti… ce la faccio da sola a dimagrire ….Bene, sono d’accordo!
Vi do qualche suggerimento per fare da soli.
Fate un diario alimentare, almeno scrivete sul un foglio quello che avete mangiato nell’ ultima settimana, partite da quello a cui non potete rinunciare, la colazione al bar della mattina, il cioccolatino dopo pranzo, lo zucchero nel caffè oppure il latte e biscotti dopocena.
Avete provato a fare a meno di questi extra?
Ci siete riusciti? Bene, siete magri.
Non ci siete riusciti? Accettate questo fatto. Punto. Concentratevi su tutto il resto, perdonatevi quel vizietto e andate avanti.
Per quanto riguarda tutto il resto togliete una cosa piccola in ciascun piatto, 2 biscotti invece di 3 al mattino o 8 invece di 9 se siete di quelli che “la colazione è il pasto più importante della giornata”; un giro veloce di olio invece che una pioggia di novembre sull’ insalata, due rigatoni in meno e un cucchiaino di zucchero un po’ meno colmo del solito…
Mangiate più frutta e soprattutto più verdura rispetto a quella che consumate normalmente.
Piccolissime cose che non vi stravolgeranno la vita ma che dopo una settimana si sentiranno sulla bilancia.
L’acqua. Ogni volta che vogliamo mangiare perché è ora di pranzo o cena oppure perché la fame ci assale anche se ci siamo appena alzati da tavola beviamo un bicchiere di acqua, poi continuiamo spediti la nostra corsa verso il barattolo della nutella ma prima riempiamo un po’ lo stomaco… magari affonderemo il cucchiaino nel barattolo meno volte.
La dieta è fatta.
Ora fate sport.
Nessuno può pensare di avere un corpo alla Belen senza un po’ di attività fisica, succede solo alle Barbie, perché sono di plastica.
Nessuno può pensare di dimagrire mangiando solo meno, c’è necessità di aumentare le uscite per compensare le volte in cui non vorremo o non potremo stare attenti.
Dobbiamo fare qualcosa, spinning, yoga, pilates, donne in forma, mamme in forma, nonne in forma… va bene tutto, anche solo una mezz’oretta di allenamento individuale.
Mettete la crema corpo, partite con una volta per settimana se di solito non lo fate, il massaggio che vi farete vi farà rassodare le braccia e migliorerà la circolazione.
Fatevi una doccia di contrasto cioè una doccia in cui alternate l’acqua calda a quella fredda, vi ci vogliono al massimo 10 minuti ma il trattamento migliora il metabolismo, depura il fisico e riattiva la circolazione (a costo zero).
Per fare tutto ciò, per tagliare qualcosa dalla vostra dieta, ricordarvi di bere più acqua, andare una volta in più in palestra e persino fare la doccia vi ci vuole qualcosa di assolutamente necessario per raggiungere il peso ideale e la serenità mentale… il tempo.
Il tempo per avere la consapevolezza di quello che mangiate, quanto e quando lo mangiate, per fare un po’ di movimento, per respirare.
A volte accudiamo di più la nostra casa che il nostro corpo.
Se vi prendete tempo sono sicura che dimagrirete e il nutrizionista non vi servirà.
E io che farò? Berrò più acqua, mi farò più docce, andrò in palestra…

Silvia Giommoni

Diadmin

La Cellulite

La cellulite è una malattia, dice la pubblicità.
Allora mamma tu sei malata? Dicono le mie figlie.
A parte gli scherzi, anche perché non c’è niente da ridere, il termine medico che identifica la cellulite è panniculopatia edemato-fibro-sclerotica, PEFS.
Come ci si ammala?
Si inizia con un’alterazione della microcircolazione sanguigna e linfatica con conseguente ritenzione idrica. In questa fase la pelle affetta risulta liscia, ma compaiono segni di cellulite pinzando la pelle o contraendo i muscoli. Fin qui poco male. Se questa condizione persiste si instaura un meccanismo degenerativo con conseguente ritenzione non solo di liquidi negli spazi extracellulari ma veri e propri accumuli localizzati di acidi grassi e ristagno di sostanze tossiche e di scarto. Ne consegue un’infiammazione e un ispessimento del tessuto. Qui la cosa si fa seria.
Nel tempo se trascurata questo ispessimento del tessuto porta alla fino alla fibrosi e alla eventuale formazione di micro-noduli e placche sclerotiche aderenti al muscolo sottostante. In questo caso le introflessioni della cellulite sono presenti e visibili anche senza sollecitare la pelle.
Perché ci sia ammala? Perché se esiste una parità dei sessi, gli uomini non ce l’hanno? E non gli viene nemmeno se, dopo una lite furibonda, gliene auguriamo a tonnellate, uniformemente distribuita su tutto il corpo? Purtroppo la PEFS è un problema prevalentemente femminile per due ragioni: le donne hanno una maggiore percentuale di tessuto adiposo rispetto agli uomini e, aspetto non secondario, è stato dimostrato che gli estrogeni provocano un aumento della permeabilità vascolare con conseguente incremento di ritenzione idrica.
Tra le cause della sua insorgenza c’è un errato appoggio del piede. Nel piede, ci sono delle strutture che servono da “pompa secondaria” per aiutare il ritorno del sangue verso l’alto. Quindi un errato appoggio del piede o l’uso per esempio di tacchi alti limitano le funzioni di queste strutture, impedendo la corretta circolazione sanguigna nella gamba. Anche una postura sbagliata, posizioni viziate alla scrivania o stress fanno contrarre i muscoli dorsali e alterare tutta la postura e con lo squilibrio posturale la microcircolazione si blocca e si formano i classici depositi di grasso. Per lo stesso motivo bisognerebbe evitare di stare con le gambe accavallate o troppo tempo in piedi immobili o con dei vestiti troppo stretti che comprimono i vasi.
Stress e fumo sono altri fattori che aggravano lo stato della cellulite, hanno ha un’azione vasocostrittrice e aumentano i radicali liberi che peggiorano il microcircolo e aiutano ad accelerare l’invecchiamento cutaneo.
Spesso, ma non sempre, tra le cause c’è anche il sovrappeso.
Partiamo dalla dieta per sconfiggere la cellulite.
Bere tanta acqua ed eliminare il sale, per il resto io credo nel vecchio detto popolare che sia “la dose a fare il veleno” e consiglio sempre di mangiare tutto anche se tutto nelle adeguate quantità.
Nel caso della cellulite però diciamo che ci sono degli alimenti più…mirati.
E necessario aumentare la quantità di alimenti disintossicanti e che velocizzino il metabolismo, per esempio prendere l’abitudine di bere il mattino una tazza di the verde con lo zenzero e il limone, in modo da aiutare a drenare i liquidi ed evitare gonfiore e pesantezza.
Sono da ridurre il più possibile carboidrati raffinati, dolci e alcol. Gli alimenti trattati con farine bianche raffinate non si digeriscono bene e provocano un accumulo di tossine nell’organismo, che possono trasformarsi in cellulite e impurità della pelle e inoltre causano stitichezza che favorisce la cellulite perché ostacola l’afflusso di sangue alle gambe.
Sì alla dieta mediterranea, a legumi, frutta e verdura.
La verdura cruda però aiuta a perdere peso ma non a lottare contro la cellulite perché contiene moltissimi sali minerali che favoriscono la ritenzione idrica, scegliere la cottura al vapore e abbondare con la cicoria, le melanzane, i peperoni, i porri, il cavolo, il radicchio, i carciofi, le rape.
Tra la frutta prediligere il kiwi, gli agrumi oppure i frutti rossi che contengono la vitamina P che migliora la circolazione del sangue.
Il secondo piatto migliore, invece, è a base di pesce perché fornisce iodio, minerale che partecipa alla produzione di ormoni tiroidei e stimola il metabolismo favorendo la trasformazione dei grassi e degli zuccheri in energia. Tra i pesci scegliere soprattutto quelli grassi, come il salmone, ricco di omega 3 che, oltre a proteggere cuore e arterie, sono tra le migliori armi di cui possiamo disporre a tavola per combattere l’infiammazione dei tessuti. Le proteine del pesce, inoltre, hanno un elevato potere oncotico, sono cioè in grado di richiamare i liquidi stagnanti nei tessuti e quindi esercitano un’azione drenante.
ELIMINARE Il cibo spazzatura! In generale pasticcini, hamburger, patatine fritte, panini, salse, piatti precotti, ecc. riuniscono la maggior parte degli ingredienti nocivi che causano cellulite!
Inoltre, non sono alimenti sazianti a causa della quantità di sale, zucchero e aromi artificiali che contengono, causano una vera e propria assuefazione.
Se abbiamo bevuto tanta acqua, tolto il sale, mangiato il salmone con le rape bollite, fatto gli squat e pilates x migliorare la postura ma la “malefica“ è ancora lì, possiamo aiutarci con le erbe (e non parlo di quelle da fumare, che comunque la cellulite ce la farebbero scomparire in un attimo).
Tra le piante che possono aiutarci e che ritroviamo in tisane o integratori o creme ci sono: le foglie di centella che rinforzano ed elasticizzano le pareti dei vasi sanguigni, il gambo d’ananas che con la bromelina, enzima in esso contenuto, attenua l’infiammazione e l’edema. Il meliloto è usato nel trattamento dell’insufficienza venosa e linfatica e le foglie di betulla e pilosella che sono due potenti diuretici.
Per il trattamento della cellulite poi è molto utile anche la pressoterapia, il massaggio circolatorio che favorisce il ritorno del sangue al cuore, il linfodrenaggio allo scopo di facilitare il deflusso dei liquidi organici ristagnanti, trattamenti di radiofrequenza o onde d’urto per i cuscinetti di grasso più resistenti e tanti altri che non posso conoscere o che dimentico di citare.
Sono utili? Certo, tanto. Risolutivi? No.
A volte le clienti mi chiedono quando finisce la dieta…mai…rispondo…
Il mantenimento è una gran brutta faccenda…
Mangiare sano, andare in palestra, fare un massaggio e bere una tisana sono il primo passo di una lunga camminata che dobbiamo fare tutte le mattine come la gazzella africana che si sveglia e inizia a correre, tutte le mattine.
Ogni tanto però riposiamoci, dietro il leone che ci vuole mangiare non c’è.
Non ci pensiamo, altrimenti diventa veramente una malattia.

Silvia Giommoni

Diadmin

Cos’è quella?

Cos’è quella?
“quella” quella cosa morbida che ti riveste l’addome (nel mio caso era di serie, per alcune un optional)
“quella” sono i parenti che sei andata a trovare questa estate, la grigliata di Ferragosto, il DiVino Etrusco, la lumacata, la “sagra della tagliatella al tartufo”, il gelato che colava a tua figlia, il buffet del villaggio, gli spritz con gli amici…un’estate che è trascorsa e che lascia qualche segno…
Cosa fare quando per colpa di quella specie di panna cotta addominale il guardaroba non ci va più bene? Cioè nel guardaroba entreremmo pure… sono i vestiti che contiene che non ci si chiudono più addosso (eppure la cerniera non è rotta, se il vestito me lo sfilo si tira su).
Farci prendere dal panico? Dieta Dieta Dieta!! Fortissimamente dieta!! Attacco ai carboidrati, divieto assoluto di dolci, scorte di zenzero, pilosella e pure di quella bustina magica che ha comprato la zia della cognata di mia cugina: una bomba!!
Io alle mie clienti di settembre, ma anche a quelle di ottobre, novembre…
a dicembre non mi cerca nessuna ma lo direi anche a loro…
Consiglio di… respirare, respirare, è stata una bella estate, dei bei momenti, una buona compagnia… ABBIAMO FATTO BENE, l’anno prossimo, se Dio ci assiste: bis!
Ora però torniamo un po’ a regime, come quando in casa si fanno le pulizie di Pasqua…
Quindi, dopo aver respirato, i respiri sono in funzione di quanta panna cotta abbiamo messo su…, iniziamo a mangiare meglio, non meno, attenzione, il corpo ha bisogno di nutrimento e non dobbiamo farglielo mancare, ma meglio.
Prima di tutto iniziamo a cambiare. Per dimagrire e non ridurre le quantità di quello che mangiamo cambiamo la qualità di quello che mangiamo.
Per esempio…
Il latte è tra le cause scatenanti di acidità gastrica, coliti, malattie infiammatorie e cardiovascolari e sovrappeso. Alterniamo il latte che consumiamo abitualmente con il latte di capra che ha meno lattosio e meno caseina quindi risulta più digeribile, oppure con un latte senza lattosio oppure proviamo una bibita vegetale a base di avena, riso e mandorle e soia.
Le farine raffinate, peggiorano la stipsi, aumentano la ritenzione idrica e non aiutano di certo a perdere peso. Per cui sarebbe il caso di sostituirli qualche volta con avena, riso integrale, farro, orzo o anche con pseudocereali come quinoa e amaranto che hanno più fibra e un indice glicemico più basso e di conseguenza tengono lontano il diabete e la cellulite!
L’importante è la varietà: tendiamo sempre a portare in tavola gli stessi cibi, quando invece possiamo alternare i cereali per preparare piatti anche molto semplici.
Lo stesso vale per il sale, non riusciamo a seguire il consiglio di metterne meno? Allora proviamo i sali integrali (rosa dell’Himalaya, grigio dell’Atlantico, rosso del Pacifico e nero delle Hawaii): danno subito sapore e sono fonte di minerali tonificanti.
Lo stesso discorso vale per lo zucchero, oltre a quello bianco si può usare quello di canna o, meglio ancora, il miele e lo sciroppo d’acero, ottime armi contro adipe e gonfiore addominale.
E poi due o tre volte per settimana portiamo in tavola i legumi, abbassano il colesterolo e i trigliceridi, favoriscono il transito intestinale e grazie all’elevata quantità di fibra che contengono rallentano l’assimilazione degli zuccheri (e costano poco).
Il semplice fatto di cambiare punto di vista, di acquistare cose diverse, o meglio, anche cose diverse da quelle che per tradizione e gusto giustamente continueremo a comprare ci farà vivere la dieta con meno monotonia, più curiosità ed, incredibilmente, anche con più soddisfazione.
Si ridurranno le intolleranze dovute ad un carrello della spesa sempre pieno delle stesse cose della stessa marca perchè anche il metabolismo si riattiverà di fronte a questa varietà.
Viviamo la dieta come un regalo che ci facciamo, per stare bene e vivere meglio.
Alla prossima per qualche altra dritta…io intanto…inizio a respirare 🙂

Silvia Giommoni